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I SACRIFICI NELL'ANTICA GRECIA

Nella religione greca il sacrificio è il principale atto. Esso si presenta con differenti caratteristiche e nomi a seconda del tipo di sacrificio e delle divinità o esseri a cui esso è destinato.

Quali erano i sacrifici principali?

χοαί: offerta di vino oppure di latte e miele o di sola acqua, destinato ai defunti, agli eroi e alle divinità sotterranee.
 

σπονδαί: offerta di libagioni di vino oppure di latte e miele o di sola acqua, ed è destinato agli dei dell'Olimpo.

 

απαρχαί: offerta di un oggetto dell'agricoltura, posto nei boschetti sacri o gettato nei corsi d'acqua e destinato a Dioniso o alle ninfe.

 

νηφάλια: offerta d'acqua, miele od olio destinata ai defunti.
 

Θυσία: sacrificio di uno o più animali (bue, maiale, capra o pecora) destinato agli dei dell'Olimpo. In genere in questo sacrificio della vittima sacrificale venivano bruciati solo il grasso e le ossa, il restante veniva macellato e distribuito ai partecipanti al sacrificio per il banchetto sacrificale.

 

ἐνάγισμα o αιμαχουρία: sacrificio di uno o più animali (bue, maiale, capra o pecora) ai defunti, agli eroi o alle divinità sotterranee. In genere in questo sacrificio la vittima sacrificale veniva interamente bruciata.

ἑκατόμβη: sacrificio solenne di cento buoi.
 

Come si svolgeva un sacrificio?

I sacrifici cruenti venivano introdotti da un corteo guidato da una vergine detta κανηϕόρη (portatrice del cesto) che reggeva un cesto contenente dei pani, chicchi di cereali e il "coltello sacrificale".

 

Dopo le libagioni di acqua, vino o latte e miele (a seconda della divinità a cui era destinato il sacrificio), la vittima veniva bagnata con dell'acqua durante la purificazione delle mani, di modo che scuotendosi assentiva al sacrificio, poichè senza l'assenso della vittima sacrificale, il sacrificio greco non poteva avere luogo.

 

Dopo le preghiere ed il lancio dei chicchi di cereali, alla vittima veniva asportato un ciuffo di peli dal capo e quindi sgozzata. Nel caso di un sacrificio olimpico il sangue veniva raccolto e quindi spruzzato sull'altare, nel caso di un sacrificio ai morti o alle divinità ctonie, lasciato colare a terra. Sempre nel caso di un sacrificio agli dei olimpici l'animale sgozzato e dissanguato veniva macellato dal μάγειρος sul tavolo e la sua carne fatta a pezzi, bollita, tranne le viscere che invece venivano grigliate, e consumata subito.

 

La suddivisione in parti dell'animale sacrificato era rigidamente stabilita: la pelle andava al sacerdote , così anche le cosce che divideva però con i magistrati.

Nella Teogonia, Esiodo (VIII sec.-VII sec. a.C.) offre una spiegazione poetica e mitica della spartizione della vittima sacrificale tra uomini e dei, attribuendo la scelta ad un "inganno" di Prometeo.

I luoghi di culto

Gli Dei venivano onorati e invocati con preghiere, con offerte e con sacrifici.

 

Ogni dio ebbe il suo altare; solo agli dei degli Inferi non si usava innalzare altari; i sacrifici per queste divinità erano compiuti presso fosse scavate nel terreno, entro le quali si faceva colare il sangue delle vittime.
Sugli altari costruiti nell’interno dei templi, non si sgozzavano vittime e non si accendevano fuochi.

Nei templi, costruiti sull'acropoli (la parte più alta della città), si conservavano le offerte dei fedeli, le quali spesso consistevano in oggetti preziosi per materia e per lavoro arrivando a formare tutti insieme veri e propri tesori.

I templi erano custoditi dai sacerdoti, che non costituivano una casta presso gli antichi Greci.
 

Resti del tempio di Atena a Delfi

fonte: www.commons.wikimedia.org

Come si pregavano gli dei?

La preghiera era preceduta da abluzioni parziali (delle mani) o di tutta la persona. 

 

Le offerte consistevano comunemente nelle primizie delle frutta e delle messi o in focacce di forme svariate; o si spargeva miele, vino, latte sugli altari, mentre una parte dei liquidi era assaggiata dagli offerenti (libazione).

 

I sacrifici erano invece offerte di animali, i quali venivano sgozzati sull’altare. Per lo più si sacrificavano buoi, pecore, capre o altri animali domestici; le vittime dovevano essere bianche se offerte agli Dei superni e nere se offerte agli Dei sotterranei.

 

Certi Dei volevano il sacrificio solo di determinati animali: così Bacco voleva un caprone, Venere colombe, Nettuno un cavallo, Esculapio un gallo.

 

Degli animali sacrificati, le interiora e parte delle cosce venivano arse in onore del Dio; le altre carni, rosolate, si distribuivano tra tutti gli astanti.

Resti del tempio di Apollo a Delfi

fonte: www.commons.wikimedia.org

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