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IL SALE NELL'ANTICA ROMA

Nell’antica Roma il sale veniva utilizzato per le offerte agli dei, in cucina, in medicina, per la concia delle pelli, in metallurgia e soprattutto per mantenere a lungo alimenti facilmente deteriorabili come la carne, il pesce, le olive e i formaggi.

In mancanza di sofisticati sistemi di refrigerazione, il sale fu per i nostri progenitori l’antenato del frigorifero. Nelle zone fredde, d’inverno, si sfruttava a questo scopo la neve.

fonte: www.specchioromano.it

Come viaggiava il sale? La Via Salaria

La Via Salaria è una delle vie consolari costruite dagli antichi romani: va da Roma a Porto d'Ascoli sul mare Adriatico
Il suo nome deriva dall'essenziale utilizzo che se ne faceva: il trasporto del sale dal Campus salinarum a Fiumicino e Maccarese.
La via Salaria era destinata a trasportare il sale dal guado del Tevere alla Sabina, mentre la via Campana dalla foce raggiungeva, costeggiando la riva destra del fiume, lo strategico guado in città nei pressi dell'isola Tiberina e del Foro Boario.

Dalle mura aureliane di Roma l'arteria usciva attraverso la Porta Salaria e, costeggiando l'area dell'attuale Villa Ada si dirigeva verso Forte Antenne (Antemnae) addentrandosi nel territorio della Sabina.

 

il Ponte Salario
fonte: www.wikipedia.org

Un tratto della Via Salaria
fonte: www.wikipedia.org

Attraversato l'Aniene con il Ponte Salario e superata la vicina torre medievale si giungeva ai colli di Fidene (Fidenae) per proseguire verso Settebagni (Septem balnea). Veniva dunque aggredita la collina della Marcigliana, superata Eretum (attuale Monterotondo) e quindi il passo sul torrente Corese (Cures attuale Passo Corese ); al miglio XXXIII la strada incontrava la stazione di sosta di Vicus Novus o Mansio at Novas (attuale Osteria Nuova) e più avanti Borgo Quinzio,Torricella e Poggio San Lorenzo.

Nei pressi di Trebula Mutuesca, oggi Monteleone Sabino, si staccava dalla Salaria la via Cecilia, che volgeva a levante scavalcando l'Appennino con il valico di Sella di Corno per raggiungere la piana di Amiternum e il Passo delle Capannelle proseguendo per il paese dei Pretutii (la provincia di Teramo) fino al mare nei pressi di Giulianova.

Superato il borgo di San Giovanni Reatino, la via costeggiava il fiume Turano e raggiungeva la città sabina di Rieti (Reate), dove attraversava il fiume Velino con il Ponte romano di Rieti e il foro superando il dislivello tramite un viadotto sul quale si apriva la Porta Romana. Da qui l'arteria volgeva verso oriente, uscendo da Reate dalla Porta Interocrina e costeggiando il fiume Velino fino a raggiungere l'alta Civitas ducalis, oggi Cittaducale, e successivamente la vicina Cotilia (Vicus reatinus) nella Piana di San Vittorino. Una pietra miliare della Via Salaria è visibile nella cripta della Cattedrale di Rieti, dove è stata riutilizzata come colonna.

 

Ponte romano nei pressi di Rieti
fonte: www.wikipedia.org

Saline di Trapani

Attraversato il Velino presso il Ponte Margherita, la Via entra a Borgo Velino e ad Antrodoco (Interocrìum). La Salaria proseguiva in direzione nord all'interno delle Gole del Velino, alle pendici del monte Terminillo, il La strada si inerpica progressivamente sino a uscire dalle gole giungendo all'abitato di Posta, strategica e antica mansio romana, e quindi all'ampio altipiano di Bacugno e di Cittareale, nell'antica Valle Falacrina sino a raggiungere il valico di TorritaA questo punto la strada scavalca lo spartiacque tirreno-adriatico e comincia a scendere nell'ampio altipiano della conca amatriciana.
La via quindi scende nella valle del Tronto, attraversando Accumoli e Pescara del Tronto, Arquata del Tronto, Trisungo, Quintodecimo, Acquasanta Terme per giungere ad Ascoli Piceno (Asculum) e infine sul Mare Adriatico in località Castrum Truentinum alla foce del fiume sulla riva destra (Martinsicuro).

 

fonte: www.wikipedia.com

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